Note dal seminario antifascista

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Attrezzi e non retorica. Un seminario di sole due giornate può farci riscoprire tutte le armi della critica, da troppi anni lasciate a parte dai movimenti.
Siate preoccupati tutti e tutte da un possibile incontro laboratoriale: non più retorica (da sempre lasciata ai peggiori fascisti), ma neppure linea teorica. Il brevissimo seminario ha potuto ricordarci la forza di un incrocio trasversale di critica libertaria e di classe, fra mitologia e storia, presente e passato.
La cultura di destra, sempre più referente congiunto di destra e sinistra, può essere ancora riconosciuta nell’esplorazione del pensiero jesiano, e così decifrata, manomessa, affrontata. E così le immagini più frequenti, gli arieti più efficaci di tale simbolica sacrificale, si possono decostruire insieme al bric-à-brac retorico-istituzionale spacciato in tutta la penisola.
La mistica del dolore, l’eroismo dei forti verso i deboli, la macelleria storica sono già decisamente respinte, e ancor meglio da oggi, lo saranno qui nella “rossa” Bologna. Non va dimenticato in questo modo l’universo.mondo, a volte poco distante. Il limite di un territorio bonificato dai fascismi più evidenti non esclude logiche di potere sottobanco, micro-razzismi interstiziali, revanscismi macisti etc., anche nei movimenti. E il limite di un territorio bonificato non deve permetterci di dimenticare le compagne e i compagni a pochi kilometri di distanza, come le studentesse e gli studenti di Verona, ancora una volta insultati dalla violenza fascista radicata nel territorio e capace di portare (proprio in questi giorni) band nazirock sul palco dell’Arena. Complice un intero territorio culturalmente a destra, e perciò i media, le istituzioni, la parrocchia, il bottegaio, l’omertoso cittadino veronese.

Come sempre dalla parte del torto! Contro ogni fascismo solidarietà alle compagne e ai compagni di Verona, solidarietà al collettivo studiareconlentezza!

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